Marfa-by-Memo-Paris

Marfa, un fiore scolpito nel deserto

Marfa-EdP-by-Memo-ParisTra i profumi che “vedono la luce” nel corso di questa primavera, una menzione speciale va sicuramente a Marfa, fragranza inaugurale della Art Land Collection e nuova creazione di Aliénor Massenet per Memo Paris.

L’impareggiabile atlante olfattivo di Memo traccia nuove sorprendenti rotte attraverso una collezione che celebra il legame tra la bellezza del paesaggio e la creatività dell’uomo. Sulle orme dell’artista alla ricerca dei territori plasmati dalla Land Art, tra sorprendenti installazioni armoniosamente incastonate sullo sfondo incontaminato di deserti, praterie e laghi.

Marfa-Eau-de-ParfumUn bagliore, un trasparente riflesso di luce e questo incredibile viaggio prende vita nella vivace nota del mandarino che illumina la scena trasportandoci nel cuore del deserto. Un respiro d’agave ci sfiora, nel vento che scivola tra le montagne rocciose ed i cactus. Gli occhi fissi al cielo, verso l’altopiano che si staglia nell’azzurro. La bianca luce evanescente dei fiori d’arancio avvolge il paesaggio. Ipnotica, ammaliante, la tuberosa è l’irresistibile fascino che circonda Marfa, una visione che si profila nell’oro liquido dell’ylang-ylang e della vaniglia. Cedro e sandalo nell’ampia strada che fende il suolo riarso, mente una scia di muschio bianco si solleva come polvere smossa dal vento. Impossibile distogliere lo sguardo, malgrado la luce accecante che circonda questo fiore scolpito in una terra incandescente.

…e qui, a Marfa, il tempo si ferma, nello spettacolo surreale e magnifico di un paesaggio remoto dove l’arte fiorisce nel grembo di un nulla apparente, circondata dalle lande assolate e brulle di un altopiano del deserto di Chihuahua, a oltre 1500 metri di altezza. La cittadina texana, capoluogo della contea di Presidio, sorse attorno al 1880 come stazione di rifornimento idrico per le ferrovie. Le strade che l’attraversano sono solo la traccia visibile di un romantico crocevia che nel corso degli anni l’ha resa meta di attori, artisti e misteriose luci fantasma che hanno decretato il fascino di Marfa.

marfa-lightsFin dal 1957, la cronaca riferisce di inspiegabili bagliori nel cielo che sovrasta la cittadina. Alieni, fuochi fatui, fantasmi o riflessi atmosferici? Sono loro gli enigmatici custodi di un luogo intriso di poesia e mistero.

Ritratto sullo splendido flacone di Marfa, Il grande occhio azzurro, spalancato tra stupore e meraviglia, ci invita a cercare la bellezza spingendoci oltre i sentieri battuti.

Dimora d’Arte e Stelle: L’indiscusso fascino paesaggistico di Marfa e la sua condizione di isolamento dai principali centri urbani, l’hanno resa ideale come location degli imponenti set cinematografici de Il Gigante del 1956, e dei più recenti Il Petroliere e Non è un paese per vecchi del 2007. Ma la remota cittadina si è ritagliata un importante ruolo sulla scena artistica soprattutto grazie all’imponente opera di Donald Judd, artista statunitense stabilitosi a Marfa nel 1977. L’opera di Judd prende forma con l’acquisizione di 1,4 km² di terreno ed alcuni edifici abbandonati che accoglieranno la Chinati Foundation, un museo d’arte contemporanea da lui fondato nel 1886 per ospitare le sue opere e quelle di altri artisti dando vita ad una fervente espressione della Minimal Art e della Land Art.

Tutte le fragranze della Maison a questo link: Memo Paris

Rispondi

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato. I campi segnati con * sono obbligatori

2 × 1 =